

SCHEDA PAESE REPUBBLICA CECA
Report sulla situazione socioeconomica nel 2024 e sulle tendenze del mercato ceco, con un’analisi dettagliata dei flussi e della distribuzione delle presenze stagionali in Trentino per il periodo estate 2024 - inverno 2024/2025.
PIL
[dicembre 2025]: +2,8 %
INFLAZIONE
[dicembre 2025]: 2,1%
TASSO DI DISOCCUPAZIONE
[dicembre 2025]: 4,8%
INDICE FIDUCIA CONSUMATORI
[dicembre 2025]: 111,1 punti
Secondo FocusEconomics, il PIL ceco è cresciuto dello 0,8% su base trimestrale nel Q3 2025, leggermente in rialzo rispetto alle stime precedenti e dopo un +0,5% nel secondo trimestre. Su base annua la crescita è stata pari al +2,8%, il ritmo più rapido dalla metà del 2022.
Questi dati sono confermati da rilevazioni statistiche ufficiali, che mostrano come le esportazioni nette abbiano contribuito significativamente alla crescita, con esportazioni in aumento (+0,9%) e importazioni praticamente stabili (+0,1%).
Nonostante un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Europa (si attestava intorno al 4,6–4,8% a dicembre 2025), permangono tensioni strutturali legate alla carenza di manodopera qualificata, in particolare nei settori dei servizi, delle costruzioni e dell’industria. Da un lato l’aumento dei salari nominali ha creato pressioni sui costi per le imprese, che non hanno visto un corrispondente aumento di produttività, dall’altro il mercato del lavoro giovanile tende a mantenere un tasso di disoccupazione più elevato rispetto alla media nazionale, riflettendo sfide strutturali nella transizione scuola-lavoro e nella qualificazione professionale.
Negli ultimi mesi del 2025 l’inflazione ha mostrato un andamento complessivamente stabile e vicino all’obiettivo della Czech National Bank, segnalando una fase di normalizzazione dopo le forti oscillazioni degli anni precedenti. Dopo aver toccato livelli più elevati nella prima metà dell’anno, con un picco intorno al 2,9% a giugno e valori ancora superiori al 2,7% in luglio, la crescita dei prezzi ha progressivamente rallentato nel corso dell’autunno. Tra ottobre e dicembre 2025, il tasso di inflazione annuo si è stabilizzato attorno al 2,1%, rimanendo invariato negli ultimi due mesi dell’anno. Su base media, l’inflazione del 2025 si è attestata intorno al 2,5%, leggermente al di sopra del 2024, ma comunque coerente con un contesto di prezzi sotto controllo. A sostenere la dinamica inflazionistica di fine anno sono stati soprattutto i servizi, in particolare ristoranti e alberghi, con aumenti annui prossimi al 4–5%, e alcune voci come alcol e tabacco, mentre i beni energetici e i trasporti hanno contribuito in modo contenuto, in alcuni casi esercitando addirittura un effetto calmierante. I prezzi degli alimentari, dopo rincari più marcati nei mesi estivi, hanno rallentato verso fine anno, crescendo di circa 1,7% su base annua a dicembre. Nel complesso, i dati degli ultimi mesi del 2025 descrivono un’inflazione moderata, più sostenuta nei servizi che nei beni, ma sufficientemente stabile da non richiedere interventi urgenti di politica monetaria, pur restando sotto attenta osservazione per il 2026.
PIL
[dicembre 2025]: +0,9%
INFLAZIONE
[dicembre 2025]: 4,1%
TASSO DI DISOCCUPAZIONE
[dicembre 2025]:6,3%
INDICE FIDUCIA CONSUMATORI
[dicembre 2025]: -22,4 punti
La Slovacchia entra nel nuovo anno con una crescita economica contenuta e margini di manovra limitati. A delineare il quadro sono gli analisti di Tatra Banka, che parlano di obiettivi di bilancio sempre più stringenti e di un contesto segnato da incertezze interne ed esterne. Il rallentamento del ciclo economico si riflette su più fronti: dal mercato del lavoro ai prezzi delle abitazioni, passando per il delicato equilibrio delle finanze pubbliche.
Tra i nodi centrali del 2026 c’è il deficit della pubblica amministrazione. L’analista Adam Babinec ricorda che il terzo pacchetto di consolidamento punta a riportare il debito pubblico sotto il 64% del PIL entro il 2028. Per centrare l’obiettivo, il deficit dovrà scendere al 4,1% del PIL nel 2026. In caso contrario, avverte Babinec, la strategia di contenimento del debito potrebbe saltare, rendendo necessario un nuovo e più ampio pacchetto di risparmi.
Nel 2025 il governo ha adottato misure di risanamento severe, tra cui l’aumento dell’aliquota IVA di base dal 20 al 23%. La misura avrebbe dovuto rafforzare sensibilmente le entrate, ma il consuntivo di fine anno ha mostrato incassi inferiori alle attese di quasi un miliardo. L’effetto collaterale più evidente è stato il ritorno della pressione inflazionistica: secondo l’Ufficio statistico, l’inflazione media annua ha raggiunto il 4%, contro il 2,8% del 2024.
A dicembre 2025 l’inflazione annua si attestava al 4,1%, leggermente sotto le attese di mercato. I rincari più marcati hanno riguardato alimentari e bevande analcoliche (2,8% vs 0,9% a novembre), oltre a mobili e articoli per la casa (2,7% vs 2,4%). Più contenuta, invece, la dinamica di settori come trasporti, salute e tempo libero, mentre comunicazioni e istruzione hanno mostrato una sostanziale stabilità. Il quadro resta eterogeneo, ma conferma una pressione sui bilanci familiari.
Pressione che emerge anche da un sondaggio condotto per Home Credit Slovakia dall’agenzia Ipsos. Otto persone su dieci prevedono un aumento del costo della vita nel 2026, mentre meno di un terzo si aspetta un incremento del reddito familiare. Il 52% ritiene che le entrate resteranno invariate e il 17% teme un calo.
Bilancio 2025: come e dove hanno viaggiato cechi e slovacchi
fonte: ttg.cz
Il 2025 ha confermato che viaggiare rimane una delle principali priorità per famiglie e consumatori in tutta l’Europa centrale, con significative trasformazioni nella struttura della domanda e nelle preferenze dei viaggiatori. Secondo i dati dell’agenzia di viaggi Invia e della Camera di Commercio polacca (PIT), le vacanze estive hanno continuato a essere dominate da destinazioni tradizionali come Turchia, Egitto e Grecia, ma con un forte aumento della popolarità di alcune mete emergenti come Albania, Cipro e Portogallo. Crescita robusta anche per le destinazioni esotiche, in particolare Thailandia (+48%), Maldive (+23%), Emirati Arabi Uniti, Zanzibar e Oman, con viaggiatori che in media hanno trascorso circa 9 giorni in queste località. L’esotico non è più considerato un lusso per pochi: grazie a voli diretti e pacchetti più accessibili, si sta affermando come opzione “standard” anche per coppie e famiglie.
Sul fronte dei profili dei viaggiatori, una delle tendenze più marcate del 2025 è stata l’emersione di due segmenti che stanno cambiando il mercato: i senior e i viaggiatori single. Il numero di viaggiatori senior è quasi raddoppiato negli ultimi anni, con persone over 60 che dispongono di tempo libero e risorse economiche per esplorare nuove destinazioni, scegliendo spesso sistemazioni di alto livello e servizi aggiuntivi. Allo stesso tempo, il segmento dei viaggiatori singoli, in particolare le donne, ha mostrato una crescita stabile e significativa. Questi viaggiatori preferiscono spesso offerte flessibili, reagendo prontamente alle proposte last-minute, ma sono anche disposti a pagare di più per comfort e sicurezza.
I turisti cechi nel 2025 si sono dimostrati sensibili al rapporto qualità-prezzo, cercando un equilibrio tra costi accessibili e standard elevati di servizio. La durata media delle vacanze estive si è aggirata intorno agli 8 giorni, con una forte preferenza per hotel 4-5 stelle e servizi all-inclusive, oltre a elementi come assicurazione di viaggio, parcheggio in aeroporto e scelta del posto in aereo che indicano un’attenzione crescente al comfort complessivo dell’esperienza.
I consumatori slovacchi invece hanno speso di più per hotel di lusso e soggiorni esotici.
I cechi preferiscono il mare anche d’inverno
fonte: ceskenoviny.cz
secondo un sondaggio dell’agenzia di ricerca NMS Research per ERV Evropská pojišťovna, che ha coinvolto più di mille intervistati, un terzo dei cechi non sta pianificando una vacanza invernale, mentre il 14% ha scelto destinazioni balneari, il 10% visiterà qualche metropoli, e il 9% andrà a sciare. Dunque, sempre più persone scelgono il mare piuttosto che le piste da sci per la loro pausa invernale. Il cambiamento di tendenza è collegato al crescente interesse per le destinazioni calde e al vantaggio economico di certe offerte di viaggio: TO come Čedok e CK Blue Style stanno registrando un aumento significativo della domanda per Maldive, Repubblica Dominicana, Zanzibar, Egitto, Kenya o città come Lisbona e Barcellona. Allo stesso tempo, l’appeal delle montagne native e dei centri sciistici tradizionali si indebolisce, anche a causa dei costi elevati di skipass, alloggi e attrezzature, che rendono a volte più costoso sciare in inverno rispetto a una vacanza al mare.
Le Olimpiadi invernali stimolano la domanda degli amanti degli sci cechi
fonte: ttg.cz
L’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 sta già producendo effetti tangibili sul turismo invernale italiano. I preparativi per l’evento hanno accelerato la domanda di viaggi sulle Alpi da parte degli sciatori cechi, al punto che una parte significativa della capacità contrattuale delle agenzie di viaggio risulta già esaurita. Il forte interesse ha spinto molti turisti a rivedere le proprie scelte, orientandosi verso località più piccole e meno esposte al calendario olimpico, dove i prezzi restano più contenuti, seppur a fronte di un’offerta sciistica più limitata in termini di chilometri di piste.
Le località direttamente coinvolte dai Giochi non sono però completamente off-limits. Un esempio è la Val di Fiemme, destinata a ospitare le gare di sci di fondo e salto con gli sci, che resta pienamente operativa anche per lo sci alpino e pronta ad accogliere i turisti durante la stagione invernale.
Per le agenzie di viaggio, il quadro è decisamente positivo: il numero di clienti è in aumento e i fatturati tornano a crescere. L’effetto Olimpiadi si riflette anche sui prezzi: il costo degli alloggi è salito in media di oltre il 10%, con rincari ancora più marcati nel mese di febbraio e nelle località più richieste. In questo contesto, i pacchetti organizzati proposti dalle agenzie si confermano, paradossalmente, come l’opzione più conveniente per chi desidera sciare sulle Alpi italiane in questa stagione.
Si riconferma che tutti i tour operator stanno attualmente promuovendo e vendendo viaggi invernali nelle Alpi Italiane.
AEROPORTO DI PARDUBICE (fonte: zdopravy.cz) Chiusura d’anno da record: l’aeroporto nel 2025 ha superato per la seconda volta consecutiva la soglia dei 200.000 viaggiatori. Nonostante una chiusura di 3,5 mesi dovuta alla riparazione della pista, lo scalo ha gestito 203.681 persone, in crescita di circa il 2% rispetto al 2024. L’aumento del traffico è stato sostenuto sia dai voli charter verso mete turistiche come Grecia, Spagna, Tunisia, Albania, Italia ed Egitto, sia dalle rotte regolari operate da Ryanair verso destinazioni spagnole come Alicante, Málaga, Palma di Maiorca e Girona. Circa un terzo dei passeggeri è stato trasportato su voli regolari, segno di una domanda stabile anche oltre il turismo stagionale.
AEROPORTO DI KOŠICE: (fonte: hnonline.sk) record di passeggeri per il terzo anno consecutivo. Nel 2025 sono transitati un totale di 827.798 passeggeri. Si tratta di un aumento del 12,5% su base annua e fino al 48,3% in più rispetto al 2019, anno pre-pandemia. Le destinazioni di linea più trafficate sono state Londra Luton, Vienna, Praga, Londra Stansted e Liverpool, a conferma di una domanda forte e stabile a lungo termine su tutte le rotte. Anche i voli charter hanno avuto un ruolo significativo nel successo, con oltre 253.000 passeggeri in viaggio da e per Košice.
Sono attivi 2 collegamenti settimanali per Roma Fiumicino.
AEROPORTO DI BRATISLAVA: (fonte: hnonline.sk) l’aeroporto nel 2025 ha gestito più di 2,4 milioni di passeggeri, superando il precedente primato stabilito nel 2018 con circa 2,29 milioni di viaggiatori. Il dato rappresenta un aumento del 25% rispetto al 2024, pari a oltre 490.000 persone in più, e riflette una forte crescita della domanda di trasporto aereo nella regione. L’aumento è stato alimentato soprattutto dall’espansione dei voli di linea: nel corso dell’anno sono state aggiunte 28 nuove rotte regolari, incluse quelle operate da Wizz Air e Ryanair, con nuove destinazioni in Europa e non solo.
RYANAIR: sono attivi 12 collegamenti settimanali da Praga per Bergamo e 9 collegamenti settimanali per Venezia.
EASYJET: sono attivi 5 collegamenti settimanali da Praga per Milano Malpensa.
Fonte: Martina Kolska