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Brand and communication
27 Marzo 2026
NODI al Museo ADI Design di Milano
Presentato all’ADI Design Museum di Milano, NODI mette in relazione quindici imprese trentine del legno e quindici designer in un progetto che intreccia cultura, manifattura e innovazione. La mostra, aperta dal 28 marzo al 12 aprile, racconta il valore di una filiera che dialoga con il design contemporaneo senza perdere il proprio radicamento territoriale.

Il 27 marzo è stato presentato all’ADI Design Museum di Milano il progetto NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino, promosso dalla Provincia autonoma di Trento e coordinato da Trentino Sviluppo in collaborazione con Trentino Marketing. Un progetto che mette in relazione filiera produttiva, cultura del progetto e identità territoriale, e che trova proprio nel dialogo tra imprese e designer il suo elemento più distintivo. La conferenza stampa di presentazione ha introdotto anche la mostra dedicata alle opere nate da questo percorso, aperta al pubblico dal 28 marzo al 12 aprile, sempre all’ADI Design Museum.

Un progetto che parte dal legno e arriva al territorio

 

In Trentino il legno non è soltanto una materia prima: è paesaggio, memoria, manifattura, cultura dell’abitare. NODI nasce da questa consapevolezza e prova a tradurla in un progetto contemporaneo, capace di mettere in contatto quindici imprese artigiane e industriali trentine con quindici designer di rilievo nazionale e internazionale. Ne emerge un laboratorio di ricerca applicata in cui il confronto con linguaggi, approcci e sensibilità diverse diventa occasione concreta di crescita.

Il cuore del progetto non sta quindi solo negli oggetti finali, ma nel percorso che li ha generati: un anno di lavoro condiviso, avviato nel 2025, in cui imprese e progettisti hanno sperimentato nuove soluzioni tecniche e costruttive, ampliato il proprio vocabolario formale e rafforzato una visione di filiera capace di tenere insieme artigianalità e innovazione industriale.

Il valore dell’ADI Design Museum

 

La scelta dell’ADI Design Museum come sede della conferenza stampa e della mostra aggiunge al progetto un elemento importante di posizionamento. Il museo rappresenta uno dei riferimenti più autorevoli del design italiano e internazionale, luogo di confronto tra cultura del progetto, impresa e visione contemporanea. Presentare NODI in questo contesto significa collocare il legno trentino dentro un dialogo più ampio, capace di parlare a pubblici qualificati, media, professionisti e operatori del settore.

La collaborazione con l’ADI Design Museum valorizza quindi non solo la visibilità dell’iniziativa, ma anche la sua credibilità culturale: il progetto non si presenta come una semplice vetrina di prodotto, ma come una riflessione articolata su materia, territorio e design.

Le persone al centro del progetto

 

Il racconto di NODI è prima di tutto un racconto di persone e competenze. Le imprese coinvolte - artigiane e industriali - hanno lavorato fianco a fianco con designer chiamati a confrontarsi con strutture produttive, saperi locali e specificità del materiale. È in questo incontro che il progetto acquista valore: non come esercizio teorico, ma come piattaforma di collaborazione concreta.

Le collaborazioni hanno coinvolto: Michela Baldessari con TM Arredamenti, Patrizia Bertolini con Falegnameria Segata, Lorenzo Damiani con Falegnameria Scaiarol, Francesco Faccin con Falegnameria Decrestina, Alessandra Fumagalli Romario con Arteam, Monica Graffeo con Falegnameria Bosetti, Giulio Iacchetti con Fiemme Tremila, Raffaella Mangiarotti con Barozzi Dimension, Lorenzo Palmeri con Ciresa, Donata Paruccini con Falegnameria Zeni, Matteo Ragni con Falegnameria Faustini, Nicolò Spinelli con Corazzolla Arredamenti, Ludovico Spataro con Falegnameria Pojer, Alex Terzariol con Maria Elisabetta Ripamonti per Xlam Dolomiti e JoeVelluto con Silvelox Group.

Sono questi incontri a dare forma al progetto: una rete di relazioni che mette in connessione visioni differenti senza perdere il radicamento territoriale.

Le voci della presentazione

 

Nel corso della conferenza stampa, Achille Spinelli e Roberto Failoni, assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca il primo e all'artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca il secondo hanno sottolineato che l’obiettivo dell’iniziativa non è costruire una vetrina celebrativa, ma attivare un percorso imprenditoriale concreto, capace di stimolare l’internazionalizzazione del legno trentino attraverso un dialogo tra tradizione e visioni contemporanee dell’abitare. Il risultato, hanno evidenziato, è una rete in grado di parlare a mercati globali partendo da un’identità di territorio precisa e riconoscibile.

I curatori Aldo Colonetti e Paolo Baldessari hanno richiamato invece il valore del lavoro come “impresa collettiva”, costruita in dialogo con strutture e saperi produttivi locali, sottolineando come l’identità risieda proprio nella capacità di intrecciare visioni nuove senza trasformarsi in esecutori anonimi.

 

La mostra e il progetto speciale di Mario Botta

 

La mostra, allestita da David Dolcini, accompagna il visitatore dentro questo intreccio di storie, relazioni e oggetti, interpretando il legno come materia narrativa oltre che costruttiva. Le opere presentate restituiscono una riflessione sul tema della casa e dell’ospitalità, intese come spazi in trasformazione tra interno ed esterno, dimensione privata e collettiva, paesaggio e progetto.

Accanto alla mostra, il progetto include anche Icosaedro di Mario Botta, installazione esposta in Piazza Compasso d’Oro fino al 26 aprile, realizzata in legno del Trentino e ispirata al celebre Cabanon di Le Corbusier. La presenza di questa opera rafforza ulteriormente il dialogo tra il progetto trentino e una scena culturale di alto profilo, offrendo una chiave di lettura ulteriore sul rapporto tra materia, architettura e paesaggio.

Il valore oltre l’evento

NODI ha un valore chiaro: mostra come il Trentino possa entrare nel confronto internazionale non solo con i propri paesaggi o prodotti, ma anche con la capacità di attivare processi culturali e imprenditoriali credibili. Il legno trentino entra così nel dialogo tra design e territorio come materia identitaria, ma soprattutto come occasione di crescita per una filiera che sceglie di misurarsi con il contemporaneo.

Il progetto rafforza la percezione del Trentino come luogo in cui saper fare, impresa e visione riescono a stare insieme. E la scelta di presentarlo a Milano, nel contesto dell’ADI Design Museum e poi della Design Week, dà a questo percorso una cassa di risonanza coerente con le sue ambizioni.

A supporto del progetto, Trentino Marketing ha costruito un racconto di accompagnamento pensato per dare continuità e profondità alla mostra. È stata realizzata una landing page dedicata, che non si limita a presentare il progetto ma apre lo sguardo sui territori in cui operano le aziende coinvolte, suggerendo anche percorsi per conoscere più da vicino i boschi e la cultura del legno in Trentino. Accanto al racconto delle collaborazioni tra imprese e designer, la comunicazione ha messo in evidenza anche ciò che il legno ha rappresentato nel tempo per le comunità trentine: una materia di lavoro, di identità e di relazione con il paesaggio. A questo si aggiunge il lavoro editoriale sui contenuti video, con la preparazione dei copy dedicati sia ai designer sia al progetto speciale di Mario Botta, costruiti a partire dallo studio delle interviste e pensati per restituire coerenza narrativa all’intero percorso.

Per saperne di più

Progetto Legno Trentino 2026