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Marzo-Aprile-Maggio 2025
Primavera in Trentino: i progetti che generano valore nelle Belle stagioni

Musei, eventi culturali, fioriture e gastronomia, design e attività outdoor sono gli elementi chiave con cui Trentino Marketing valorizza la primavera nel quadro delle “Belle stagioni” e rafforza il posizionamento del Trentino come luogo da vivere.

La primavera è una stagione “ponte” solo in apparenza. In realtà è uno dei momenti ideali per rendere concreto il posizionamento del Trentino come territorio di vita e di natura abitata: i luoghi sono comunità e paesaggio, i ritmi sono meno frenetici, la fruizione è più distribuita e si presta a esperienze ad alto coinvolgimento, senza bisogno di “effetti speciali”. In questo contesto, la valorizzazione delle Belle stagioni diventa una scelta strategica: non si tratta di aumentare semplicemente l’attenzione mediatica su un periodo dell’anno, ma di costruire motivazioni di viaggio credibili, capaci di generare soggiorni anche per periodi più lunghi e migliorare la qualità dell’esperienza per ospiti e comunità.

La logica adottata da Trentino Marketing è quindi mettere in rete progetti e contenuti (cultura, outdoor, enogastronomia, design, borghi, grandi appuntamenti) in un racconto coerente e riconoscibile. La primavera, più di altre stagioni, permette di far emergere ciò che spesso resta sullo sfondo: la cura dei luoghi, la vita di comunità, la dimensione culturale dell’ospitalità e la capacità del territorio di proporre esperienze diverse.

Benessere e “longevity” come filo narrativo

 

Tra i messaggi centrali della primavera c’è l’idea di rigenerazione: non solo benessere “spa”, ma benessere come vivere bene a 360°. Significa camminare tra fioriture e paesaggi che cambiano, alternare attività outdoor a momenti di pausa, scegliere esperienze curate e accessibili. È una proposta che parla a pubblici diversi - coppie, famiglie, piccoli gruppi, viaggiatori attenti - e che si integra bene con l’offerta ricettiva: soggiorni flessibili, servizi personalizzati, accoglienza di prossimità.

Protagonista delle nostre storie di vita sarà Stefano Fabris, fotografo che ha scelto di vivere a Luserna grazie a un progetto di ripopolamento e sta imparando il cimbro, un esempio efficace con cui il racconto del Trentino può spostarsi dal “cosa fare” al “come si vive”. La dimostrazione che le comunità alpine possono essere luoghi di futuro, capaci di accogliere nuove persone senza perdere identità. Questo tipo di narrazione rafforza la credibilità del territorio e si traduce in curiosità, visita, ritorno.

Cultura che diventa itinerario

 

La primavera 2026 (e il racconto che la precede) offre un ponte culturale forte con il progetto su Fortunato Depero e la mostra “Depero Space to Space. La creazione della memoria” a Milano dal 12 febbraio al 2 agosto presso il Museo Bagatti Valsecchi. Il valore, per la destinazione, è trasformare un evento culturale in itinerario esperienziale: da Milano alla visita dei luoghi deperiani in Trentino, intrecciando Rovereto, Vallagarina, Garda e Altipiani Cimbri. La cultura non resta confinata in un contenitore, ma diventa motivo di viaggio e occasione di permanenza.

 

 

Arte Sella e il dialogo tra paesaggio e creatività

 

Nel periodo primaverile, Arte Sella intercetta un bisogno preciso: vivere la natura con un livello ulteriore di senso. Qui l’esperienza non è “visitare”, ma attraversare un paesaggio dove arte e ambiente si costruiscono a vicenda. In una stagione di luce e temperature ideali, il progetto rafforza l’idea di Trentino come luogo in cui la cultura è parte del paesaggio, non un capitolo separato.

Borghi e design come progetti “unexpected”

 

Due progetti speciali che mettono l’accento sulla scoperta di un territorio ancora poco conosciuto: Palù del Fersina (Valle dei Mòcheni) come progetto di rigenerazione culturale e sociale: lingua, patrimonio, prodotti locali e presidi culturali diventano elementi di un turismo esperienziale coerente con sostenibilità e identità.

Legno Vivo come racconto contemporaneo del legno trentino: un ponte tra filiera, manifattura e design, con un orizzonte internazionale che culmina nel contesto del Salone del Mobile. È un modo efficace per parlare di innovazione senza perdere radici: tradizione reinterpretata, competenze locali, nuove forme di creatività applicata. 

 

Grandi appuntamenti che danno ritmo alla stagione

 

La primavera è anche calendario e mobilitazione: Trento Film Festival (24 aprile–3 maggio) e Festival dell’Economia di Trento (20–24 maggio) portano pubblici diversi e generano attenzione mediatica qualificata. Sul versante sportivo, eventi come Tour of the Alps, Giro d’Italia, Giro d’Italia Women, competizioni internazionali di Mountain Bike, creano una narrazione dinamica che aggancia l’immaginario “vacanza attiva” e rafforza l’appeal del territorio come scenario di grandi appuntamenti.

Outdoor e mobilità lenta tra lago, vallate e Dolomiti

 

La primavera è la stagione ideale per la mobilità lenta: ciclabili, cammini, esperienze in quota ancora “dolci”. Il racconto integra infrastrutture e novità - dai 400 km di ciclabili a proposte come Alpine Gravel in Val di Sole, il Bike Park della Paganella, la Ciclabile dei Fiori, itinerari tra vigneti come il “Giro del Vino 50” - e unisce cultura e movimento con esperienze come il Trenino dei Castelli, GardaTrek e Sentiero dell’Olivo, fino a proposte più adrenaliniche come il rafting sul Noce.

 

Sapori di primavera tra comunità e paesaggi del vino

 

L’enogastronomia primaverile non è “contorno”, ma un linguaggio di territorio che ha come fil rouge la tradizione dei vini di montagna. Eventi come DiVinNosiola (29 marzo–12 aprile) e la Mostra del Teroldego Rotaliano (22–24 maggio) offrono occasioni per unire degustazione, luoghi e comunità, costruendo esperienze che invitano a fermarsi e a tornare. In chiave di sistema, questi appuntamenti sono leve utili anche per raccontare accoglienza, filiere e identità locale in modo non autoreferenziale ma concreto.

La primavera, dentro la strategia delle Belle stagioni, è dunque un concentrato di progetti che tengono insieme natura, cultura, eventi, sapori e comunità.

Per gli operatori significa lavorare su motivazioni di viaggio chiare e vendibili, su esperienze scalabili e su un racconto unitario.

Per la destinazione significa rafforzare un posizionamento credibile: il Trentino come luogo da vivere, in equilibrio tra paesaggio, lavoro, cultura e qualità della vita. Inizio modulo