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SCHEDA PAESE REPUBBLICA CECA

Report sulla situazione socioeconomica nel 2024 e sulle tendenze del mercato ceco, con un’analisi dettagliata dei flussi e della distribuzione delle presenze stagionali in Trentino per il periodo estate 2024 - inverno 2024/2025.

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PIL

[anno 2025]: +2,6%

INFLAZIONE

[febbraio 2026]: 1,4%

TASSO DI DISOCCUPAZIONE

[febbraio 2026]: 5,1%

INDICE FIDUCIA CONSUMATORI

[febbraio 2026]: 107,6 punti

Secondo il nuovo Prosperity Index dedicato all’economia e pubblicato dagli analisti di Česká spořitelna e dal portale Evropa v datech, la Repubblica Ceca è l’ottava economia più avanzata dell’Unione europea. Il Paese si distingue per una struttura economica complessa, un alto livello di robotizzazione e un debito relativamente contenuto nonostante gli ingenti investimenti. La classifica è guidata da Svezia, Germania e Danimarca, mentre la Slovacchia si colloca al 24° posto.


Secondo il Macroeconomic Forecast 1Q 2026 della Czech Banking Association, l’economia ceca dovrebbe mantenere una crescita moderata nei prossimi anni. Il panel di previsione stima che il PIL aumenterà del 2,6% nel 2026, con un ritmo simile previsto anche per il 2027, mentre nel breve periodo la crescita trimestrale dovrebbe rimanere relativamente stabile intorno allo 0,6–0,7%. La dinamica dell’economia sarà sostenuta soprattutto dalla ripresa dei consumi delle famiglie, favorita dall’aumento dei salari reali, e da un graduale recupero degli investimenti, anche se persistono rischi legati all’incertezza della domanda estera e al calo dell’utilizzo della capacità produttiva nell’industria.


Per quanto riguarda i prezzi, l’inflazione dovrebbe rallentare all’1,7% nel 2026, dopo il 2,5% registrato nel 2025, per poi risalire leggermente al 2,3% nel 2027. Tuttavia, l’inflazione di fondo rimane relativamente elevata, soprattutto nel settore dei servizi, rappresentando uno dei principali rischi al rialzo per l’andamento dei prezzi.


Sul mercato del lavoro, la situazione resta relativamente solida ma con un leggero peggioramento nel breve periodo: il tasso medio di disoccupazione dovrebbe salire dal 4,4% nel 2025 al 4,6% nel 2026, per poi stabilizzarsi intorno al 4,5% nel 2027. Gli economisti prevedono quindi un temporaneo indebolimento del mercato del lavoro, seguito da una stabilizzazione coerente con una prospettiva di crescita economica ancora solida.

 

PIL

[IV trimestre 2025]: +0,9%

INFLAZIONE

[febbraio 2026]: 4,0%

TASSO DI DISOCCUPAZIONE

[febbraio 2026]: 5,6%

INDICE FIDUCIA CONSUMATORI

[febbraio 2026]: 97,5 punti

I risultati più recenti sui trend economici ed indicatori di prosperità mostrano una situazione mista per l’economia della Slovacchia, in un contesto europeo ancora segnato da incertezze sui mercati globali e da una lenta convergenza verso i livelli di reddito occidentali.
Secondo le ultime proiezioni macroeconomiche dell’Unione Europea, la crescita reale del PIL slovacco per il 2026 è stimata attorno all’1,0 %, in lieve accelerazione rispetto al 2025 ma comunque modesta rispetto agli standard storici del Paese. I fattori che frenano la dinamica includono incertezze nella domanda esterna, consolidamento fiscale e pressioni inflazionistiche legate alla progressiva eliminazione dei sussidi sui prezzi energetici.

L’inflazione, seppure moderata, resta sopra l’obiettivo, con pressioni sui prezzi dell’energia e dei servizi. Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio di Statistica della Repubblica Slovacca, a gennaio 2026 l’inflazione ha raggiunto il 4,0% su base annua, segnando il valore più alto da settembre 2025. I prezzi al consumo sono aumentati anche su base mensile, con un incremento dell’1,8% rispetto a dicembre 2025, il più elevato degli ultimi tre anni. L’aumento dei prezzi è stato trainato soprattutto dai costi delle abitazioni e dell’energia, oltre che dall’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, mentre i prezzi dei carburanti sono diminuiti sia su base mensile sia su base annua.

Il mercato del lavoro nel paese è rimasto relativamente stabile nel 2025. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 5,6% nel quarto trimestre del 2025, mentre la media per l’intero anno è stata del 5,4%, indicando una situazione occupazionale ancora solida nonostante un leggero rallentamento dell’attività economica.

I dati più recenti indicano che l’indicatore di fiducia economica in Slovacchia si è stabilizzato ma rimane sotto alcuni partner UE, riflettendo un umore prudente tra imprese e consumatori. Pur essendo membro dell’Unione Europea e dell’eurozona con un’economia ad alto reddito, la Slovacchia è considerata in ritardo rispetto ad alcuni paesi dell’Europa occidentale nei principali indicatori socio-economici complessivi. Pur restando tra le economie più avanzate nell’Europa centrale. Tra gli elementi strutturali critici emergono il basso livello di creazione di valore aggiunto elevato, la necessità di aumentare investimenti in tecnologie avanzate e innovazione, nonché la riduzione degli squilibri regionali di ricchezza interna. Inoltre, il quadro economico generale resta vulnerabile alla domanda esterna debole e alla volatilità dei prezzi energetici, fattori che possono continuare ad influenzare la crescita nel medio termine.

Risparmio e qualità: il binomio perfetto per gli slovacchi nel 2026

fonte: hnonline.sk

Il modo di viaggiare degli slovacchi sta cambiando: invece delle mete tradizionali, scelgono mete “gemelle” meno conosciute, ma con le stesse atmosfere. Questa tendenza riflette non solo il desiderio di risparmio, ma anche quello di un’esperienza di viaggio più intima. Anche il numero totale di viaggiatori slovacchi è aumentato di circa il 38% su base annua.
Secondo l’analisi della compagnia Kiwi.com, alcune città stanno registrando forti aumenti di interesse. Se Barcellona mantiene una domanda stabile con un aumento delle prenotazioni di oltre il 20%, Valencia è stata la vera sorpresa con una crescita del 66%. Tra le destinazioni emergenti figurano anche Tirana con un incremento del 17,8% e Bologna con un aumento del 34,4%. La città di Podgorica è diventata un vero caso di studio, perché a inizio febbraio ha registrato un aumento delle ricerche del 439%. Anche destinazioni più lontane come Samarcanda stanno attirando attenzione, con ricerche cresciute del 399% all’inizio di gennaio.

I cechi scelgono di rimanere in patria per l’inverno 

fonte: olympijskytym.cz

Gli sport invernali continuano a essere molto popolari tra i cechi: circa il 50% della popolazione dichiara interesse per queste attività, con un picco tra i giovani tra 18 e 29 anni, dove la quota sale al 68%. Durante le vacanze invernali il 48% dei cechi prevede di sciare, mentre il 27% pattinerà sul ghiaccio e il 21% farà snowboard. La maggioranza, pari al 73%, trascorrerà la vacanza invernale in Repubblica Ceca, mentre il 27% viaggerà all’estero, soprattutto in Austria (9%) e in Italia (7%). Negli ultimi dodici mesi il 67% dei cechi ha acquistato attrezzature per sport invernali e il 46% ha speso in particolare per abbigliamento; gli acquisti più comuni riguardano infatti capi tecnici (39%) e calzature (22%). Una parte dei consumatori preferisce però soluzioni più flessibili: il 38% ha preso in prestito attrezzature e il 22% ha optato per il noleggio di sci o snowboard. Nelle località sciistiche cresce anche l’uso dei pagamenti digitali, sempre più diffusi per acquistare skipass, attrezzature o servizi turistici, grazie alla comodità e alla rapidità delle transazioni senza contanti. Parallelamente anche le tecnologie digitali influenzano il settore: il 18% dei cechi ha già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per pianificare viaggi o acquisti legati alle vacanze invernali e il 40% sarebbe disposto a farlo in futuro.

 

 

 

TO VARI diverse agenzie di viaggio ceche stanno cancellando i viaggi organizzati negli Emirati Arabi Uniti a causa dell’escalation del conflitto in Medio Oriente. Secondo l’Associazione delle agenzie di viaggio della Repubblica Ceca (ACK ČR), la situazione potrebbe riguardare circa 4.000-5.000 turisti cechi, proprio in un periodo che rappresenta l’alta stagione per i viaggi verso questa destinazione.
Le agenzie stanno annullando i pacchetti e offrendo ai clienti diverse alternative: cambiare la data della vacanza, scegliere un’altra destinazione oppure ottenere il rimborso completo. Alcuni operatori, come Čedok e Blue Style, hanno cancellato tutte le partenze previste fino al 9 marzo e sospeso temporaneamente la vendita di nuovi viaggi verso la regione, monitorando l’evoluzione della situazione e le raccomandazioni di sicurezza.
ČEDOK è la prima agenzia di viaggi sul mercato ceco e slovacco a lanciare la vendita di tour per la stagione invernale 26/27. I clienti possono scegliere tra un’ampia gamma di alloggi e tour turistici. L’offerta comprende sia vacanze esotiche sia viaggi in Europa e soggiorni dedicati allo sci. Tra le principali novità ci sono voli diretti da Praga verso le Maldive e Phuket in Thailandia, oltre alla nuova meta di Djerba in Tunisia. Restano disponibili anche altre destinazioni esotiche popolari come Repubblica Dominicana, Zanzibar, Kenya, Oman ed Egitto. Accanto ai viaggi al mare, l’agenzia propone esperienze culturali e gastronomiche, ad esempio tour in Toscana dedicati al tartufo e vacanze sciistiche a Kayseri (Turchia), Gudauri (Georgia) e Shahdag (Azerbaigian). L’obiettivo è offrire un’ampia scelta di viaggi prenotabili con largo anticipo, combinando destinazioni lontane, turismo esperienziale e maggiore flessibilità nell’organizzazione del viaggio.

RYANAIR: sono attivi 12 collegamenti settimanali da Praga per Bergamo e 9 collegamenti settimanali per Venezia.

EASYJET: sono attivi 5 collegamenti settimanali da Praga per Milano Malpensa. 

AEROPORTI CECHI (fonte: komoraplus.cz): Nel 2025 gli aeroporti della Repubblica Ceca hanno registrato complessivamente 19,28 milioni di passeggeri, con un aumento del 7,8% rispetto al 2024. Il dato supera anche il precedente record del 2019, quando erano transitati 18,84 milioni di viaggiatori, segnando quindi una crescita del 2,4% rispetto al periodo pre-pandemico. L’aeroporto di Praga ha gestito 17,75 milioni di passeggeri, con un incremento annuo dell’8,5%, raggiungendo quasi lo stesso livello del 2019 (solo –0,3%). Anche gli aeroporti regionali hanno mostrato un andamento positivo: nel 2025 hanno movimentato circa 1,53 milioni di persone, un valore stabile rispetto al 2024 ma del 49% superiore al 2019. Tra questi si distinguono Brno, Ostrava e Pardubice, mentre Karlovy Vary resta l’unico scalo che non ha recuperato i livelli precedenti alla pandemia.

AEROPORTO DI BRNO (fonte: ttg.cz) Il 2025 si conferma uno tra gli anni più forti della storia recente dell’aeroporto di Brno-Tuřany, che ha registrato 739.323 passeggeri. I viaggiatori hanno potuto scegliere tra 38 destinazioni su tre continenti, il numero più alto mai raggiunto dallo scalo. Nonostante l’ampia offerta di voli, il traffico è risultato leggermente inferiore dell’1,31% rispetto al 2024, quando era stato stabilito il record precedente. I voli charter hanno rappresentato la parte principale del traffico, con 595.579 passeggeri (circa l’81%), mentre le rotte di linea hanno trasportato 143.744 viaggiatori (19%). Tra le destinazioni più popolari figurano Antalya, Hurghada, Marsa Alam e Burgas, mentre la tratta regolare più utilizzata resta quella per Londra-Stansted, con oltre 86 mila passeggeri nel 2025. La rotta regolare di Aeroitalia per Roma, lanciata nella primavera del 2025, non sarà più disponibile nel 2026, poiché il vettore ha deciso di interromperne l’operatività. I ​​passeggeri potranno comunque volare regolarmente in Italia da Brno a Bergamo.

 AUTOBUS: dalla Repubblica Ceca è possibile raggiungere l’Italia con RegioJet e FlixBus. RegioJet collega soprattutto Praga e Brno con città del Nord Italia come Milano, Venezia, Verona, Bologna (a seconda della stagione). FlixBus ha una rete molto ampia: da Praga, Brno, Ostrava verso molte città italiane tra cui Milano, Venezia e Bologna.

Fonte: Martina Kolska

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