La Generazione Z esprime in modo sempre più chiaro le proprie aspettative verso le tecnologie usate nel turismo. Secondo l’ultimo rapporto dell’HBX Group, i giovani viaggiatori apprezzano la personalizzazione basata sui dati, ma la rifiutano quando manca trasparenza o quando la percepiscono come manipolatoria.
Il messaggio centrale è chiaro: la tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale, dovrebbe essere un “compagno di viaggio”, non il soggetto che decide. Lo studio riguarda persone nate tra il 1997 e il 2012.
La grande maggioranza degli intervistati viaggia per motivi personali: il 65% dichiara di viaggiare soprattutto per vacanza, mentre il 28% lo fa principalmente per visitare familiari e amici. Come sottolinea HBX Group, “per la Generazione Z la personalizzazione non riguarda gli algoritmi, ma la comprensione”. I brand turistici che avranno successo saranno quelli capaci di unire precisione tecnologica e autenticità, costruendo relazioni fondate su fiducia e trasparenza. L’atteggiamento verso i suggerimenti personalizzati è in generale positivo: il 26% si dice “molto interessato” e un ulteriore 40% esprime sostegno. Per le aziende del settore, progettare soluzioni tecnologiche trasparenti fin dall’inizio rappresenta quindi un’opportunità concreta per conquistare fiducia e fedeltà nel lungo periodo.
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