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Novembre 2026
WTM London 2026: cosa ci racconta oggi il mercato internazionale

WTM London 2026 offre indicazioni utili su come stanno cambiando comportamenti di viaggio, aspettative e modalità di relazione con le destinazioni. Dal mercato britannico al ruolo crescente di contenuti e personalizzazione, alcuni segnali aiutano a orientare il lavoro futuro sui mercati internazionali.

WTM London 2026: cosa ci racconta oggi il mercato internazionale

WTM London è uno dei momenti in cui il confronto con il mercato diventa particolarmente diretto. Tour operator, agenzie, media, creatori di contenuti, piattaforme e operatori della comunicazione portano punti di vista diversi, ma spesso convergenti, su ciò che sta cambiando nella domanda turistica.

L’edizione 2026 ha confermato un mercato ancora dinamico, nonostante le incertezze economiche e l’aumento del costo della vita. Nel primo semestre 2026 gli arrivi internazionali in Europa sono cresciuti del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato quantitativo è però solo una parte del cambiamento: si stanno modificando soprattutto motivazioni, tempi di viaggio e aspettative.

Meno affollamento, più natura e più libertà nei tempi di viaggio

Il 52% degli europei dichiara di preferire destinazioni meno conosciute e cresce l’interesse verso luoghi meno affollati e alternativi alle mete maggiormente interessate da fenomeni di sovraffollamento turistico.

Parallelamente, i viaggi si distribuiscono sempre più lungo l’intero arco dell’anno: il 71% degli europei prevede almeno un viaggio tra ottobre 2026 e marzo 2027 e il 38% dichiara di voler viaggiare più frequentemente rispetto al 2025. Una dinamica che favorisce soggiorni più brevi, ma distribuiti in periodi differenti.

Natura, autenticità e benessere sono tra i fattori più ricorrenti nelle scelte. Anche le condizioni climatiche stanno assumendo un peso maggiore: durante i mesi estivi cresce l’interesse per destinazioni montane e località caratterizzate da temperature più miti, dove aria fresca, paesaggio e attività all’aria aperta diventano parte integrante della motivazione di viaggio.

 

Sono segnali che dialogano direttamente con il lavoro sulle Belle Stagioni e con la possibilità di costruire occasioni di soggiorno anche al di fuori dei picchi tradizionali.

Il valore del tempo, prima ancora della categoria

Un altro tema emerso con forza riguarda l’evoluzione del concetto di benessere.

La domanda non si concentra più soltanto sulla tradizionale offerta termale o sulle aree dedicate al relax. Acquistano spazio esperienze legate a contatto con la natura, recupero fisico e mentale, qualità del sonno, tranquillità, disconnessione e tempo per sé.

Lo stesso vale per il concetto di lusso. Il valore percepito non è più associato esclusivamente alla categoria della struttura ricettiva o alla ristorazione di alta gamma. Per una parte crescente dei viaggiatori, diventano centrali il silenzio, l’autenticità, la relazione con il territorio, la qualità del tempo e la possibilità di vivere esperienze genuine. In questo quadro possono acquisire particolare valore anche agriturismi di qualità, piccole strutture con servizi dedicati al benessere, esperienze enogastronomiche e soggiorni immersi nella natura.

Il Trentino visto dal mercato britannico

Gli incontri a Londra hanno offerto anche indicazioni specifiche sul posizionamento del Trentino nel Regno Unito.

La notorietà della destinazione è spesso collegata in modo più generale alle Dolomiti, mentre risulta meno immediata la distinzione tra i diversi territori che ne fanno parte. Il confronto con gli operatori ha però evidenziato alcuni elementi capaci di caratterizzare maggiormente il Trentino: la combinazione tra paesaggio alpino e stile di vita italiano, l’enogastronomia, la cultura locale, l’autenticità delle esperienze e l’equilibrio tra natura e italianità.

Sul mercato britannico resta importante il segmento famiglia, fortemente legato ai periodi di alta stagione. Accanto a questo pubblico emerge però con maggiore evidenza una domanda composta da professionisti e lavoratori interessati a concedersi pause durante l’anno, spesso attraverso soggiorni brevi di quattro o cinque giorni.

Le caratteristiche più ricercate sono esperienze nella natura, località meno conosciute, tranquillità, minore affollamento e periodi fuori stagione. Anche in questo caso, il tema non riguarda soltanto quando si viaggia, ma il tipo di esperienza che si cerca.

Personalizzazione e intelligenza artificiale entrano nella scelta del viaggio

WTM ha dedicato ampio spazio anche al ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nel turismo.

Il 52% dei viaggiatori britannici utilizza già strumenti di intelligenza artificiale per pianificare i propri viaggi, mentre il settore sta passando progressivamente da semplici strumenti di ricerca a sistemi capaci di suggerire opzioni, personalizzare contenuti e accompagnare le persone fino alla prenotazione. In parallelo cresce l’aspettativa di ricevere proposte sempre più coerenti con preferenze e comportamenti individuali: secondo i dati presentati a WTM, il 74% dei viaggiatori si aspetta offerte ed esperienze maggiormente personalizzate.

Questo modifica anche il modo in cui destinazioni, operatori e piattaforme costruiscono la relazione con il pubblico. L’informazione non si concentra più soltanto nella fase iniziale di ispirazione, ma accompagna progressivamente la scelta.

Distribuzione, contenuti e comunicazione si avvicinano

Uno degli aspetti più interessanti emersi dagli incontri riguarda proprio il progressivo avvicinamento tra attività commerciali e comunicazione.

Tour operator e piattaforme stanno investendo sempre più in creatori di contenuti propri, figure in grado di raccontare e sperimentare direttamente i prodotti commercializzati.