OVERVIEW AUSTRIA E SVIZZERA

30 luglio 2020
Aggiornamenti e notizie dal mercato austriaco ed elvetico
Indicazioni aggiornate al 30 luglio 2020


SITUAZIONE GENERALE


Austria

Il numero di contagi nel Paese aumenta: a St. Wolfgang, in Oberösterreich, sono state contagiate almeno 53 persone. Si tratta principalmente di lavoratori del settore turistico. Negli ultimi giorni 1600 dipendenti e ospiti di strutture alberghiere sono stati sottoposti a test presso l'apposito centro della città, come ha ricordato l’assessore regionale alla sanità Christine Haberlander all’emittente radio ORF. Il Wolfgangsee, rinomato polo d’attrazione per i turisti, ora si è trasformato in un focolaio. I casi noti sarebbero una cinquantina, ma se ne temono altri. Ad essere colpito è stato soprattutto un gruppo di giovani stagisti di 16 -17 anni, provenienti da varie parti dell'Austria, che stavano facendo dei tirocini estivi in hotel e ristoranti della zona. 

Dopo settimane in cui non accadeva, si registrano nuove infezioni in tutte le regioni austriache. Questi sviluppi portano la politica, nella persona del Ministro della Sanità Anschober in primis a sottolineare la sensatezza delle misure reintrodotte di recente: "Con il graduale inasprimento delle misure abbiamo reagito molto rapidamente all'aumento del rischio. Ora dobbiamo fare ogni sforzo per mantenere stabile la situazione ed evitare un aumento improvviso dei contagi. È evidente, sia a livello internazionale che locale, come sempre più giovani vengano colpiti dal virus e sempre più persone siano in difficoltà”.


Svizzera

Anche in Svizzera la situazione è in evoluzione: sono stati rilevati 65 nuovi casi di infezione da coronavirus in un solo giorno, il numero di persone in isolamento è salito e quello di chi è soggetto all'obbligo di quarantena è passato da 2448 a 2989. 

Nella casa di cura “Heim Tiergarten” di Zurigo, tre dipendenti e un residente sono risultati positivi al coronavirus. Di conseguenza, il Presidente e la direzione, in collaborazione con il medico cantonale, hanno attuato misure di contenimento: i residenti non potranno lasciare la struttura o ricevere visite almeno fino all'8 agosto. 

Secondo lo studio condotto da Christian Althaus, epidemiologo all'Università di Berna, se il Consiglio Federale avesse imposto il lockdown sette giorni dopo, sarebbero morte quattro volte più persone per Covid-19. Stando ai suoi calcoli, se invece si fosse deciso una settimana prima, sarebbero morte solo 400 persone circa, invece delle quasi 2000 vittime che si contano al momento. Si sarebbero quindi potute salvare 1.600 vite. 

L'UFSP ha incaricato i cantoni di inasprire i controlli di conformità ai requisiti federali. Alcuni cantoni hanno già risposto incaricando i propri ispettori di effettuare ulteriori verifiche dalla settimana in corso. Il Cantone di Ginevra sta rafforzando le misure di protezione: da ieri, ad esempio, nei negozi si deve indossare la mascherina. Con i 46 nuovi casi registrati giovedì, i numeri risulterebbero preoccupanti secondo quanto dichiarato dal direttore sanitario di Ginevra Mauro Poggia venerdì.


SITUAZIONE VIAGGI E TURISMO

 

  • POST-LOCKDOWN: (Austria) nuovi focolai in Oberösterreich con aumento dei contagi e conferma delle restrizioni recentemente reintrodotte; (Svizzera) aumento di contagi in alcuni cantoni con conseguente reintroduzione di misure di contenimento a livello locale.
  • VOLI: (Austria e Svizzera) graduale ampliamento dei collegamenti aerei dai principali aeroporti.
  • SITUAZIONE TURISMO: (Austria): Gli avvisi di viaggio attualmente in vigore riguardano 31 Paesi, tra cui l'Albania, il Montenegro, la Bulgaria, la Romania e la Svezia. Il Ministero degli Esteri continua a raccomandare di astenersi da ogni viaggio non essenziale e fa appello alla responsabilità individuale. (Svizzera): la Svizzera ha esteso ulteriormente l'elenco dei Paesi considerati a rischio. A partire dal 23 luglio la quarantena è obbligatoria al rientro da 42 Paesi. Sono stati aggiunti, fra gli altri, Bosnia, Montenegro e Messico, mentre sono state stralciate Svezia e Bielorussia. Dal 6 luglio è obbligatoria la quarantena al ritorno da alcuni Paesi considerati ad alto rischio. Le persone interessate devono presentarsi alle autorità cantonali entro due giorni. Queste ultime verificano il rispetto della quarantena mediante controlli a campione.

In Svizzera il settore turistico deve convivere con nuove incertezze a causa dell'ultima decisione dell'Ufficio Federale della Sanità Pubblica. Walter Kunz, direttore dell'Associazione svizzera degli agenti di viaggio SRV ne riassume la portata come segue: "Non sappiamo quali destinazioni saranno sulla lista il prossimo mese o la prossima settimana. È un danno enorme per noi, in quanto rende insicuri i clienti ". Stefan Kuster dell’UFSP dal canto suo ha ribadito in una recente conferenza stampa: "È così che stanno le cose. È il virus a stabilire i ritmi".


Flash news trasporti e Tour Operator

  • AEROPORTO INTERNAZIONALE DI VIENNA: previa registrazione è disponibile un test molecolare biologico COVID-19 a pagamento con esito nell’arco di circa tre ore.
  • KUONI: Dopo l’ultima conferenza stampa da parte dell'UFSP Kuoni ha annunciato che in nessuna delle 10 destinazioni per le quali ha attualmente il maggior numero di prenotazioni si registra un numero di nuove infezioni da coronavirus preoccupante e che in molti casi è addirittura inferiore a quello della stessa Svizzera". I clienti dei pacchetti relativi a mète in cui sussiste l’obbligo di quarantena una volta arrivati a destinazione oppure al ritorno a casa, possono riprenotare o annullare il loro viaggio gratuitamente anche presso le affiliate del gruppo. Tra i Paesi più richiesti nei mesi di luglio e agosto rientrano Spagna, Turchia e Svizzera. Kuoni considera l'attuazione disciplinata delle misure di protezione da parte dei fornitori di servizi turistici tra le ragioni del numero relativamente basso di casi nelle varie destinazioni estive in Europa. 

 
FONTE: BZ-COMM
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